Scritto da Lorenzo Nizzi Grifi Gargiolli
Premessa
Scrivere di diritto dell'informatica ed in particolare degli aspetti penali di alcune condotte poste in essere dai cosiddetti “hackers” (termine quanto mai inflazionato ed impropriamente utilizzato dai mass media e da quanti non hanno assolutamente dimestichezza con certe tematiche) costringe inevitabilmente il redattore ad affrontare molteplici difficoltà.
Basti pensare che l'accezione “reati informatici” può essere piuttosto ampia. In linea di massima con “reati informatici” si intendono tutte quelle condotte penalmente rilevanti che aggrediscono “beni informatici”, con questo intendendo sia il singolo personal computer che i sistemi informatici ben più complessi. Tuttavia, secondo alcuni, nella categoria reato informatico sarebbero da includere tutti quei reati nei quali il bene tutelato non è tanto l'oggetto materiale (il personal computer appunto) ma altri beni fondamentali della persona messi in pericolo dall'utilizzo dello strumento informatico. A titolo meramente esemplificativo: ingiuria e diffamazione a mezzo internet, la diffusione di materiale pornografico e pedopornografico, la truffa telematica e la diffusione telematica abusiva di opere d'ingegno.